Come liberare la mente dal sovraccarico mentale: il journaling per fare chiarezza

Immagine scura con il logo bianco ufficiale di backtojournal il blog sul journaling di riferimento in Italia - due pesci disegnati in stile vintage uno arancione e uno viola

Centrarsi.

Fermati un attimo e ascolta. Lo senti?

Rumore di fondo.

Le voci degli opinionisti che commentano il mondo che accade.
I telegiornali.

I tuoi creator preferiti che dicono la loro su qualsiasi cosa, per lavoro.

I mentori che ti insegnano come si fa.

E tu, forse, non sei neanche sicuro che sia la strada giusta per te.

Da quant’è che non parli un po’ con te?

Vivi le tue giornate immerso nel rumore e nel sovraccarico mentale.

Chiacchiere di poco conto.

Musica per liberare la mente (ah, benedetta musica!)
Serie tv, video sui social, libri con parole che ingurgiti senza rielaborare.

È tutto sempre acceso. Sempre disponibile. Sempre pronto a dirti cosa pensare, cosa scegliere, cosa desiderare. Ma in mezzo a questo coro continuo, la tua voce dov’è finita?

“Rielaborare” è la parola chiave

Ecco, la parola chiave forse è proprio “rielaborare”.

Su quanti concetti che ingoi alla velocità della luce ti fermi poi a riflettere?

Hai notato come, a furia di assorbire informazioni a tonnellate, ti senti più perso di prima?

Più ascolti, meno capisci.

Più leggi, meno integri.

Non è la quantità che manca. È il tempo di digestione.

Stai ingurgitando parole, ma non le stai facendo tue. E senza rielaborazione, tutto resta superficie. Scivola addosso. O peggio: si accumula.

Sei un consumatore o un pensatore?

Ti faccio una domanda pungente a questo punto:

Sei un consumatore o un pensatore?

Siamo bombardati di informazioni, anche quando non vogliamo sentirle.

I colleghi che ci aggiornano sulla loro vita, le ultime scioccanti news dal mondo, lo scienziato divulgatore che ti spiega perché il percarbonato di sodio è perfetto per sbiancare le mutande.

Siamo così pieni di parole, volti e suoni che non abbiamo neanche più la forza di andare a cercare quello che ci interessa davvero quando vorremmo.

I nostri momenti liberi diventano svago riempito di spazzatura.

Ti sembra di esserti messo in meritata modalità relax, e invece ti accorgi presto che stai solo alimentando il loop che credevi di aver interrotto.

Arrivi a sera e ti chiedi: “Ma io cosa sto facendo? Non solo oggi, ma tutti i giorni.”

Hai iniziato ad allargare le orecchie per sentire tutto, lasciando indietro ciò che conta davvero: il tuo reale pensiero.

Il loop del consumo e la stanchezza che non vedi

Viviamo ritmi frenetici scanditi da suoni e conversazioni di cui non ci frega realmente niente.
Li alimentiamo incapaci di zittirli.

Siamo diventati pesci sordi che girano in una boccia.

Con tanto di occhi lessi.

Dico “sordi” perché tutto quel rumore diventa un piatto accompagnamento ad un certo punto.

Come la musica da bar di cui ti accorgi ogni tanto, e che fa pure schifo.

E non parlo solo di spazzatura.

Anche quando cerchi qualcosa di utile, di interessante, di profondo, finisci nello stesso meccanismo.

Accade che, anche quando sei focalizzato sulla ricerca di un argomento, finisci per raccattare, pescare e salvare un sacco di informazioni in tante cartelle, con la promessa del “poi le riguardo bene”.

Le hai mai riguardate?

Vai avanti a cercare altre cose, altre risposte, altre intuizioni, perché le informazioni già pronte sono più comode da consumare.

Indovina.

Fanno lo stesso effetto del ko tecnico dopo il pranzo di Natale.

Ti immobilizzano.

Consumi, accumuli, accantoni.

Quanta energia sprecata per dei risultati così immobili.

Ti senti frustrato, perché tutto quel lavoro che hai svolto non ha fatto altro che confonderti più di prima di iniziare.

Che tu stia cercando disperatamente risposte per questioni personali o di lavoro, il sovraccarico ti appesantisce fino a farti fermare.

Una pescata sostanziosa, se non stai lì a rielaborarla come si deve, non è altro che un mucchio di pesci in una rete di un angolo buio del tuo cervello.

Inutile.

Più vai avanti di questo passo, e più ti perderai.

I tuoi pensieri sono ancora tuoi? (decluttering mentale)

Stasera, guardati allo specchio e dimmi: “I tuoi pensieri sono ancora tuoi?”

C’è bisogno di decluttering anche per la mente.

La confusione può essere messa in ordine, come si fa coi vestiti in quel guazzabuglio che osi chiamare armadio.

Non vuoi più sentirti perso, non è così?

Desideri prendere una direzione, che sia anche semplicemente riappropriarti consapevolmente del tuo tempo e di dove dirigere la tua attenzione con più qualità.

Fare spazio non significa fare di più.

Significa togliere.

Carta e penna: l’esercizio di journaling dei 20 minuti contro il sovraccarico mentale

Ti dico una cosa semplice.

Hai presente carta e penna? La buona vecchia maniera?

Quando avrai finito di leggere, molla giù il cellulare. Nascondilo sotto un cuscino in modalità silenziosa.

Scegli uno (uno solo!) dei pensieri o delle questioni su cui non torni spesso perché sai che pensarci ti costa una certa energia.

Scrivi su un foglio ciò che pensi.
A ruota libera.

Metti un timer e scrivi per venti minuti.

Tira fuori dalla testa tutti i tuoi pensieri appallottolati.

Svuotala.

Quando l’avrai fatto, rileggi.

Non serve scrivere bene.

Non serve essere coerente.

Non serve avere una soluzione.

Serve solo rielaborare.

Poi torna e dimmi: quanta fatica ti costava portare dentro tutto?

Forse non avrai risolto il mistero del vaso di Pandora, ma scrivere aiuta la mente a liberarsi.

Ti aiuta a far fluire, a rielaborare, a dare un senso a qualcosa.

Soprattutto, ti aiuta a riflettere, così che tu possa vedere dentro di te con più chiarezza.

Journaling come bar di fiducia: ricentrarsi ogni giorno

Mi dirai poi se questo esercizio è un ottimo modo per spegnere il rumore.

Per stare, finalmente, un po’ con te.

Per fare spazio, togliere ciò che non ti serve davvero e scegliere consapevolmente di cosa hai bisogno nei tuoi momenti liberi.

Scrivere per se stessi, a mano, è un ottimo modo per conoscersi.

Per trovarsi.

Fare journaling come abitudine diventa come andare ogni giorno al tuo bar di fiducia a prendere il tuo caffè preferito mentre fai due chiacchiere con una persona speciale: Te.

Ti aiuta concretamente a prioritizzare il tuo essere più che il tuo consumare.

Ti permette di ricentrarti quando perdi l’equilibrio.

Ricordati che, quando ti senti brancolare in mezzo alla pista con una musica tremenda che non ti appartiene, c’è sempre una pagina bianca che ti aspetta per chiarirti un po’ le idee.

Se proprio non sai da dove iniziare, fai il test che trovi qui di fianco. Il risultato che ti uscirà ti sconvolgerà. Scopri il tuo archetipo e lasciati guidare per soli 7 giorni nel mondo del journaling.

Parola di una sognatrice con le mani sporche di inchiostro.

Silvia De Luca

Copywriter & Journaler

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